” “”Quando si compie un abuso nella celebrazione della sacra Liturgia, si opera un’autentica contraffazione della Liturgia cattolica”. E’ quanto si legge nella “Redemptionis Sacramentum”, l’Istruzione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti presentata oggi in Vaticano, il cui scopo principale è quello di “porre rimedio” agli “abusi commessi in materia liturgica”, per la Santa Sede “all’ordine del giorno” in “alcuni luoghi”, e la cui “persistenza” va contrastata “facendo ricorso a tutti i mezzi legittimi, a tutela del patrimonio spirituale e dei diritti della Chiesa”. “Non si possono passare sotto silenzio – è, infatti, la tesi centrale del nuovo documento pontificio – gli abusi, anche della massima gravità, contro la natura della Liturgia e dei sacramenti, nonché contro la tradizione e l’autorità della Chiesa, che non di rado ai nostri giorni in diversi ambiti ecclesiali compromettono le celebrazioni liturgiche”. Spesso frutto dell'”ignoranza” o di “un falso concetto di libertà”, tali abusi per la Congregazione pontificia sono “atti arbitrari” che “compromettono la sostanziale unità del rito romano” e introducono, oltre che “deformazione e discordia” nella celebrazione eucaristica, “insicurezza dottrinale, perplessità e scandalo del popolo di Dio”. “Il popolo cattolico si legge ancora nel testo ha il diritto che si celebri per essi in modo integro il sacrificio della Santa Messa” e che la celebrazione eucaristica “appaia come vero sacramento di unità, escludendo completamente ogni genere di difetti e gesti che possono generare divisioni e fazioni nella Chiesa”. Tra i “graviora delicta” (gli “atti più gravi”), rientra la “sottrazione o ritenzione a fine sacrilego o il gettar via le specie consacrate”: nel documento, infatti, ci sono diversi riferimenti al “pericolo di profanazione” delle ostie, delitto per il quale è prevista la scomunica “latae sententie” riservata alla Sede Apostolica che, per i preti, può arrivare anche alla “dimissione dallo stato clericale”.