EUROPA: I VESCOVI A SANTIAGO DE COMPOSTELA, “VOGLIAMO UNA UNIONE CHE TUTELI DIRITTI, DEMOCRAZIA E PACE NEL MONDO” (Dai nostri inviati)

"Un’Europa più unita può essere utile allo sviluppo e al benessere dei paesi membri, ma può anche diventare uno strumento per la tutela dei diritti, della democrazia e della pace nel mondo". Mons. Adrianus Van Luyn, vescovo di Rotterdam e vicepresidente della Comece, insiste molto sul ruolo che l’Unione può giocare sullo scacchiere mondiale. A margine dei lavori del congresso europeo, in corso fino a domani a Santiago di Compostela, spiega al Sir: "Per far questo occorre che all’interno dell’Unione, specialmente ora con 25 paesi aderenti, prevalga uno spirito comune e non già gli interessi nazionali o i particolarismi, così come è successo a suo tempo quando è stato scritto il Trattato di Nizza". Secondo Van Luyn "ciò potrebbe comportare anche che qualche Stato sia chiamato a fare un passo indietro rispetto all’Ue". Il vescovo olandese pone anche il problema dei confini dell’Europa, sottolineando la necessità di chiarire "fin dove si estende il continente e, al contempo, tracciando un possibile percorso di collaborazione con i paesi vicini". Dal canto suo monsignor Giuseppe Merisi, vescovo ausiliare di Milano e membro della Comece, ricorda che "i credenti sono chiamati a rinsaldare la passione evangelizzatrice e l’impegno concreto verso la costruzione europea, così come il Papa indica nella Ecclesia in Europa". E, a proposito della stesura della Costituzione Ue, puntualizza: "Noi speriamo ancora in una citazione esplicita delle radici cristiane nel Preambolo del trattato. Al contempo è urgente rinnovare l’impegno per testimoniare l’eredità cristiana nella vita di ogni giorno, così da attualizzare il patrimonio storico europeo. Credo sia questo il senso principale del documento Apriamo i nostri cuori promosso dalla Comece".