Una nuova tappa del contributo che la Chiesa offre al processo di integrazione europea. Il congresso che la Comece, Commissione degli episcopati della Comunità europea, celebra oggi e domani a Santiago de Compostela al termine di un pellegrinaggio partito da Santo Domingo de Silos il 17 aprile, pone a confronto i rappresentanti delle Conferenze episcopali dei 25 Paesi aderenti all’Ue, con studiosi ed esperti provenienti da quattro angoli del continente. Al centro della discussione il tema "Unione europea: speranza e responsabilità. Lettura teologica dell’avvenire dell’Europa unita". L’arcivescovo di Santiago, monsignor Julian Barrio Barrio, cui è stata affidata l’apertura dei lavori, spiega: "Il tema che affrontiamo in questi giorni ci è suggerito dalle prossime importanti scadenze dell’Ue, a partire dall’allargamento che è alle porte. Dal Papa, invece, ci giunge una chiave per interpretare questa fase e l’indicazione del compito dei cristiani: contribuire a costruire un’Europa di pace, che trova la sua fonte viva nel Vangelo. Questo continente ha bisogno di speranza e noi siamo chiamati a renderla presente e concreta con un coinvolgimento responsabile nelle vicende degli uomini e delle donne del nostro tempo". Secondo il vescovo, "l’Unione sarà fruttuosa per i cittadini e duratura se saprà riconoscere le proprie origini cristiane". Julian Barrio Barrio rivolge un’attenzione prioritaria ai giovani: "Dobbiamo guardare al futuro dei nostri Paesi e del nostro continente e per far questo vanno coinvolti positivamente i giovani, che incarnano la nostra speranza futura". (segue)