"La situazione non migliora. Le posizioni israeliane e palestine si sono sempre più distanti dopo gli ultimi fatti e le decisioni prese. E questo fa presagire un futuro difficile per i due popoli". A parlare è il Custode di Terra Santa, padre Giovanni Battistelli, che al Sir non manca di ricordare anche le difficoltà della comunità cristiana di Gerusalemme e dei Territori Occupati. "I cristiani dice – vivono, come tutti, nel timore di nuovi attentati. E la loro situazione è resa ancora più precaria dalla costruzione della barriera israeliana che taglia molte loro terre segnando di fatto la separazione di intere famiglie, sconvolgendo di fatto la vita di molti nuclei". "Anche la Chiesa ha le sue difficoltà aggiunge il Custode specialmente in questi ultimi tempi in cui il Governo israeliano appare poco propenso a rinnovare i visti di residenza ai religiosi che operano in Terra Santa e a rilasciarne di nuovi.
Questo ci impedisce di muoverci liberamente ed assistere le nostre comunità. Sono 800 anni che siamo qui ma solo adesso stiamo avendo tali difficoltà. Non saremo certo noi francescani a creare dei problemi al Governo israeliano ma per noi parla l’azione che per secoli abbiamo condotto in questi luoghi: essere operatori di pace e testimoni del bene. Non credo, tuttavia, ad una strategia del Governo contro la Chiesa e la Custodia in particolare. Ritengo che il problema possa essere risolto con un po’ di buona volontà". Non mancano i motivi di speranza: "i pellegrini, soprattutto italiani, stanno tornando – dichiara e questo ci dona fiducia e coscienza che i nostri cristiani non sono soli. I nostri santuari sono sicuri, i pellegrini li visitano con serenità.