CONSULTA SU ESPULSIONE IMMIGRATI “IRREGOLARI”: MIOLI (MIGRANTES), LA SICUREZZA NON PUÒ ESCLUDERE IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ PERSONALE

“Si tratta di un provvedimento atteso: su queste norme, negli ultimi mesi si erano, infatti, accumulate decine di eccezioni di incostituzionalità da parte di organi giurisdizionali di tutt’Italia”: è il commento di padre Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati in Italia della Fondazione Migrantes (Cei), alla notizia che la Corte costituzionale si avvierebbe a dichiarare illegittima l’espulsione amministrativa dell’immigrato con accompagnamento coattivo alla frontiera. Tale accompagnamento, secondo don Mioli, “intaccando la libertà personale richiede l’intervento del giudice che eserciti un controllo ‘pieno’ atto a garantire il diritto alla difesa e i principi del contraddittorio, e non solo il controllo formale della convalida del provvedimento del questore entro 48 ore”. “La pronuncia della Consulta – prosegue don Mioli – incide su uno dei punti più discutibili della normativa in materia di immigrazione insieme a quello che prevede l’arresto obbligatorio per lo straniero che abbia violato l’ordine di allontanamento dall’Italia impartito dal questore e quindi non abbia commesso un reato ma solo un illecito amministrativo”. “La tutela della sicurezza pubblica – ha concluso padre Mioli – non può escludere la tutela del diritto alla libertà personale, previsto dalla Costituzione italiana”.