Mons. Adrianus H.van Luyn, vescovo di Rotterdam e vicepresidente della Comece, ha indicato, in apertura di pellegrinaggio, alcuni compiti a cui la Chiesa è chiamata per costruire l’Europa di oggi: “dialogare effettivamente con la gente: prima di passare alla catechesi è indispensabile un atteggiamento di ascolto e di sincero interesse per le persone concrete”, soprattutto i giovani; annunciare Cristo; essere “ospite per lo straniero”. Questo compito, in particolare, “non è molto popolare nell’Europa di oggi – ha fatto notare mons.van Luyn -. L’Europa sulla via dell’unificazione pare che stenti alquanto ad accogliere tutti i gruppi etnici dei nuovi Paesi che accedono all’Unione. Inoltre sta ergendo le barricate per bloccare il flusso di rifugiati politici ed economici provenienti da altri continenti”. Per questo ha invitato anche “le autorità responsabili a creare strutture di giustizia nell’ambito pubblico, a qualsiasi livello, nazionale ed internazionale”. Per la Chiesa, ha concluso il vicepresidente della Comece, il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela (che si concluderà mercoledì 21 aprile) è anche l’occasione “per un serio esame di coscienza” riguardo ad “un certo indebolimento nella forza con cui assolve la propria missione” in questo continente”. Anche Romano Prodi, presidente della Commissione europea, ha inviato un video-messaggio ai pellegrini nel quale ribadisce che “Chiesa ed Europa sono strettamente legate tra loro”, per questo la “nuova Europa deve fondarsi su quei valori di rispetto per il prossimo, di fratellanza e di volontà di pace che fanno parte del nostro patrimonio comune di cristiani e di europei”.