"Il dramma dell’uccisione di questa bimba ci provoca. Occorre ribadire alcuni valori, per non rimanere travolti dallo smarrimento della ragione; occorre riaffermare alcuni principi, perché sia impedito lo sviamento dell’esistere sociale e noi riusciamo a seguire la giusta rotta". Il primo, per il vescovo, riguarda "il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente. Ciò è stato doverosamente ricordato per il giovane italiano Fabrizio Quattrocchi, che è stato sequestrato e ucciso in Iraq; lo affermiamo altrettanto doverosamente di fronte alla bara della piccola Maria. La vita umana è sacra. Perché sia rispettata, una vita, non basta farla nascere: il diritto alla vita e il diritto della vita esigono per essa un’attenzione costante. Il mistero grande della paternità e della maternità, non si esaurisce nella genitorialità, ma si prolunga nell’idoneità affettiva e capacità educativa verso i minori". Il secondo principio riguarda la famiglia "primo nucleo della società", che si trova oggi "in una rischiosissima debolezza". Mons. Semeraro ha invitato a "lavorare di più sulla famiglia" che "ha bisogno di sostegno per vivere la propria imprescindibile missione di essere luogo accogliente della vita, spazio per la sua crescita integrale e per il suo armonico sviluppo". Vi è poi un terzo principio, che "tocca i doveri e la responsabilità di noi adulti riguardo ai bambini". "I figli ha detto – non appartengono solo alla famiglia che li ha generati. I figli non sono proprietà di nessuno, neppure dei genitori, perché sono un dono per tutti. I figli, i bambini, i minori sono un tesoro prezioso che ogni comunità deve gelosamente custodire, tutelare, proteggere, energicamente difendere. Ogni adulto che dovesse trovarsi accanto a un minore, a un bambino. deve sempre sentirsene responsabile. Deve avere occhi per lui, perché non è possibile chiudere gli occhi dinanzi ad una persona umana, e ancora di meno di fronte a un bambino. Il più delle volte le grida e le domande dei bambini non si possono sentire, ma si possono vedere perché sono scritte nel loro corpo e traspaiono dai loro sguardi". "Ogni bambino ha concluso – è “parola” e ogni giorno, nella famiglia, nella società e nella comunità cristiana egli, anche col suo silenzio, dice: ascoltami! Facciamo attenzione, nondimeno, pure al silenzio di Maria che dice: anche voi, ascoltatemi! Ascoltate l’appello, che giunge da questa mia breve vita, cui la violenza umana ha posto la parola fine, ma cui Dio ha fatto dono di un nuovo principio".” ” ” ” ” “