BIMBA UCCISA A CITTÀ DI CASTELLO: IL PARROCO, "LA PASSIONE DI GESÙ ANCHE ATTRAVERSO MARIA"

"Sconcerto", "disorientamento": sono soprattutto questi i sentimenti che si provano a S. Giustino, la piccola frazione di Città di Castello dove abitava Maria, violentata e uccisa martedì scorso a soli due anni. A parlarne al Sir è il parroco, don Gino Capacci. Sabato a Città di Castello è stata indetta una giornata di lutto cittadino. "La famiglia di Maria abitava qui da poco", dice il parroco, che è anche direttore dell’asilo parrocchiale: "Maria ha cominciato a frequentare la scuola materna solo il 23 febbraio scorso. Le maestre conoscevano la mamma, che l’accompagnava la mattina, ed il babbo, che la tornava a prendere la sera". La tragica morte di Maria è stato "un evento totalmente inatteso per tutti", anche per quelli che conoscevano Giorgio Giorni, l’uomo accusato del delitto. Il "silenzio e la preghiera": questa la "linea" scelta dalla comunità di Città di Castello – in primo luogo dal vescovo, mons. Pellegino Tommaso Ronchi, che non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione alla stampa – per rispettare il dolore dei familiari. "Di fronte a tragedie simili – commenta don Gino – siamo un po’ tutti responsabili. Quando manca l”abc’ della vita, tutto salta… Non dobbiamo ergerci a giudici di nessuno, ma rientrare in noi stessi e cercare di combattere dentro di noi quegli egoismi che, se si ingrandiscono a dismisura, possono anche portare a tragedie come questa". Particolarmente "sentita", racconta don Gino, è stata in questi giorni di dolore la "Via crucis": "La passione di Gesù continua anche attraverso Maria, che è preceduta da una schiera immensa di bambini e ragazzi oltraggiati e vilipesi".