"La violenza non può trovare in noi Chiesa un silenzio complice. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno". È quanto scrivono i 12 parroci di Torre Annunziata in un messaggio alla cittadinanza, con riferimento alla violenza che si registra in città negli ultimi tempi. "Come battezzati in Cristo, come pastori della città di Torre Annunziata – proseguono – ci sentiamo investiti in pieno della nostra responsabilità di essere ‘segno di Cristo Risorto’. Coscienti che come Chiesa ‘dobbiamo’ educare con la parola e la testimonianza di vita alla pace". Da qui l’iniziativa promossa per il prossimo 9 aprile (Venerdì Santo) di una Via Crucis al Parco Trento nel quartiere dei Poverelli, dove abitava Matilde Sorrentino, la "mamma coraggio" che denunciò alcuni anni fa i pedofili che avevano abusato del figlio e che è stata uccisa lo scorso 26 marzo, alla vigilia del processo di appello della "banda degli orchi", condannati nel primo grado. Si tratta, spiegano i parroci, di una Via Crucis per testimoniare "che la passione del Giusto continua ancora oggi" e, al tempo stesso, per segnare "l’inizio di una vita nuova e mobilitare la speranza". L’appello conclusivo dei sacerdoti è "agli uomini operatori di violenza", ai quali chiedono, "in nome di Cristo, di cambiare vita". Per la Via Crucis, spiega don Ciro Cozzolino, decano delle parrocchie di Torre Annunziata, "ci sarà la mobilitazione di tutta la comunità cristiana, ma anche delle forze sociali, politiche e istituzionali. Essa vuol essere l’inizio di una vita nuova".