Cresce l’antisemitismo in Europa. Il rapporto ad hoc presentato il 30 marzo a Strasburgo dall’Osservatorio europeo sui fenomeni razzisti e xenofobi (Eumc) attesta infatti un aumento di episodi ai danni degli ebrei e delle comunità giudaiche presenti nel territorio dell’Unione. La situazione è particolarmente peggiorata negli ultimi due-tre anni, con una realtà diversificata nei quindici Stati membri Ue. Il rapporto, intitolato "Manifestazioni di antisemitismo nell’Unione europea nel 2002-2003" è affiancato da un secondo rapporto su "Percezione dell’antisemitismo nell’Ue", con le testimonianze di 35 opinion leader di tutto il continente, molti dei quali ebrei. Il rapporto documenta centinaia di episodi, che vanno dalle minacce alle percosse personali, da attentati contro le sinagoghe a violazione di cimiteri. Sotto accusa, fra l’altro, l’attività di diversi partiti politici e dei mezzi di comunicazione. Tra i paesi in cui il fenomeno sembra mostrare maggior recrudescenza appaiono Belgio, Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Difficile l’identificazione degli autori di episodi antisemiti, anche per la carenza di dati provenienti dalle polizie e dai tribunali. I maggiori indizi vengono da gruppi estremisti di destra e giovani influenzati da teorie razziste e xenofobe. L’Eumc suggerisce anche alcune iniziative per contrastare il fenomeno: da una maggior collaborazione sul versante giuridico e di polizia all’educazione nelle scuole. Richiesto, in tal senso, il contributo al dialogo che può provenire dai partiti politici e dalle comunità religiose attive in Europa. ” ”