” “”Ragazzi che hanno perso la capacità di sognare, incapaci di accogliere la diversità, troppo terreni e privi di slanci. Ma restano fatti marginali rispetto ad una gioventù soda e dedita allo studio”. Questo è il commento al Sir di don Bruno Cescon, direttore del settimanale cattolico “Il Popolo” di Pordenone, sulle aggressioni compiute nella città friulana da una baby gang di ragazzi tra i 15 e i 17 anni, a danno di omosessuali e disabili. “A Pordenone negli ultimi tempi sono successi fatti gravi osserva – . Tra cui un aumento degli omicidi e, seppur sconosciuti all’opinione pubblica, alcune bravate di ragazzi e giovani, segni di un disagio più sottile. Fatti come le strisciate sulle auto o qualche corsa folle che ha provocato anche incidenti gravissimi nelle notti del venerdi e sabato”. I motivi? “Forse questa gioventù è troppo terrena e priva di slanci afferma don Cescon -, similmente alla mentalità del nord est. Sono ragazzi che hanno perso la capacità di sognare, e questo probabilmente dipende anche dal disagio di famiglie sempre più in difficoltà”. Più che di “razzismo”, aggiunge, “parlerei di incapacità, da parte di questi ragazzi, di accogliere la diversità, in un momento di passaggio della società, che accoglie ormai senza drammi oltre cento nazionalità sul proprio territorio”. “Mi sembra però che questo evento triste resti marginale rispetto alla società pordenonese conclude -. Abbiamo una gioventù soda, dedita allo studio, pronta ad entrare nel mondo del lavoro, con una forte capacità associativa nel campo del volontariato”. La comunità cristiana, ad esempio, “lavora molto tra i giovani, sia a livello parrocchiale sia con le associazioni”. Un episodio di questo genere, conclude, “spingerà ancora di più a riflettere sul futuro che noi adulti pensiamo per le nuove generazioni. Non credo che siano generazioni malate, esprimono piuttosto il riflesso di alcune malattie della società in genere, come l’attenzione eccessiva alle cose piuttosto che alle persone”.