” “Quali sono le caratteristiche del “politico sapiente?” A tracciarne il ritratto è mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, nel suo messaggio “agli uomini e alle donne della politica e delle istituzioni per il Natale 2004”, reso noto oggi e intitolato “La politica, cura dell’altro…senza la simmetria”. Per l’arcivescovo il “politico sapiente” è “consapevole che il potere ha valore quando è servizio”, “avverte sempre di essere inadeguato dinanzi alla complessità sempre più articolata dei problemi e delle attese”, “ha uno sguardo lungo e vasto quanto il mondo”, “è cosciente che l’economia di mercato ha una funzione sociale di sviluppo, ma lotta affinché non prenda il sopravvento una società di mercato”. “Chi ha scelto di essere ‘uomo o donna della cosa pubblica’ scrive mons. Menichelli non può pensare di servire i suoi: una volta eletti non si appartiene ad un gruppo, si è per tutti”. L’arcivescovo intende la politica “come affidamento e cura dell’altro”, ossia “essere responsabili della cura di chi è in angustia”. Il politico credente, in particolare, “non può evitare la scelta di essere dalla parte di Dio e dalla parte dell’uomo con amore indiviso”. Secondo mons. Menichelli, comunque, la politica da sola “non basta”: “C’è ormai un vezzo qualunquistico: quello di affidare alla politica la soluzione di ogni problema. Tutto questo può creare, con l’andare del tempo, lo stile del ‘disimpegno’. Ritengo invece che la politica sia il frutto di un atto di amore collettivo, una sinergia di passione e di ingegni”. Tra le altre indicazioni che l’arcivescovo dà ai politici: “abbiate sempre il ‘gusto della democrazia’”; “educatevi ed educate ad un ‘senso alto della libertà'”; “nei momenti di inevitabili scoramenti, non chiudetevi nel cono d’ombra del basso profilo, né tantomeno scegliete di avvitarvi nel grigiore delle convenienze, ma collegate al realismo dei fatti la capacità di ‘sognare'”. E non ultimo: “C’è da intraprendere un cammino per togliere la politica dal vocabolario delle offese e dalla tentazione dell’autocelebrazione afferma -. La politica va restituita alla simpatia”.