“In questo momento”, in cui “si assiste ad una specie di attacco ai cattolici in quanto tali, dipinti come non liberi” e ai quali “si attribuisce l’ingenuità di imporre ai legislatori degli Stati laici le visioni proprie di una religione”, e di fronte “allo smarrimento di un concetto condiviso di famiglia e di matrimonio”, al Forum è richiesto “un compito ancora più incisivo e competente di intervento sulla cultura e anche sui massmedia; e allo stesso tempo sono richieste più competenza e più incisività sul versante politico”. È quanto ha affermato mons. Giuseppe Anfossi, delegato della Commissione famiglia e vita della Cei, intervenendo stamani a Roma ai lavori della Conferenza programmatica del Forum delle associazioni familiari convocata nel decimo anniversario dalla fondazione. All’incontro sul tema “Dieci anni di Forum: ripensare il passato per progettare il futuro”, che si concluderà domani, prendono parte 150 delegati delle 37 associazioni aderenti. Sabato mattina tutti i partecipanti saranno accompagnati in Vaticano dal segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori, per essere ricevuti in udienza privata da Giovanni Paolo II. Ripercorrendo i dieci anni di attività del Forum a sostegno della famiglia, e “le non poche pesantissime sfide affrontate raggiungendo molti soggetti politici e istituzionali”, mons. Anfossi ha osservato che dalla sempre più rara “convergenza dei cattolici” discendono “orientamenti politici e legislativi non sempre concordi su temi” che mettono in gioco “la visione cristiana della vita e della famiglia”. Di qui “la chiamata ad un’accresciuta consapevolezza” e “ad una più agguerrita elaborazione di strategia” per “agire sull’opinione pubblica e sulla politica, impegnando le associazioni nel rispetto della loro autonomia”.