ADESIONE TURCHIA ALL’UE: BORRELL, "PERCORSO LUNGO, MA DEVE PRENDERE AVVIO AL PIÙ PRESTO"

” “"Aprire subito i negoziati di adesione con la Turchia", pur continuando "a vigilare sui progressi che questo Paese deve compiere sulla strada della democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle minoranze". Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha espresso oggi il suo parere sul percorso di avvicinamento fra Unione europea e Turchia. I deputati si sono pronunciati a grande maggioranza (407 sì, 262 no), isolando le posizioni dei conservatori tedeschi e francesi e degli euroscettici di vari Paesi. La risoluzione approvata non ha peraltro valore vincolante per il Consiglio dei capi di Stato e di governo che si riunirà domani e dopodomani a Bruxelles. Chiara, invece, la posizione politica espressa dall’assemblea, che rappresenta i 450 milioni di cittadini dell’Ue; un’indicazione che il vertice dei premier non potrà ignorare. Nel testo, redatto dall’europarlamentare olandese Camiel Eurlings, si insiste sui problemi che Ankara dovrà superare riguardo il rispetto dello Stato di diritto, delle minoranze (fra cui quella curda), delle libertà personali e della libertà di culto. La risoluzione punta l’indice anche sulla situazione di Cipro, sulle torture che ancora avvengono in alcune carceri turche e sull’anomalo rapporto tra forze armate e democrazia parlamentare. "L’aula ha detto chiaramente che i negoziati devono cominciare senza altri ritardi – ha spiegato all’uscita dall’emiciclo il presidente del Parlamento, Josep Borrell -. Sarà un percorso lungo, ma deve prendere avvio al più presto. I deputati hanno detto anche ‘no’, a chiare lettere, a un eventuale ‘piano B’, che prevedeva, in alternativa ai negoziati di adesione, una proposta di partenariato speciale con Ankara". Naturalmente "i negoziati potranno essere interrotti in qualunque momento nel caso in cui la Turchia non adempisse alle riforme richieste dall’Ue".