RIFUGIATI: I GESUITI DI ROMA PRESENTANO IL CENTRO PER MINORI “IL TRENO ARCOBALENO”

” “”Di fronte a un quadro sempre più difficile per quanto riguarda le migrazioni forzate e le possibilità di accoglienza di rifugiati nel nostro paese, il ‘Treno Arcobaleno’ si pone come un segno di speranza e di aiuto per chi arriva da noi privo di tutto”: lo ha detto questa mattina a Roma, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo servizio per minori figli di rifugiati e immigrati, Bernardino Guarino, responsabile dei progetti del Centro Astalli. Il nuovo centro è stato creato dai Gesuiti nel quartiere Nuovo Salario (via di Villa Spada 139) nei pressi dell’altro servizio di accoglienza per famiglie denominato Centro “Pedro Arrupe. “Il Treno Arcobaleno” funzionerà come centro diurno per minori, offrendo spazi di animazione, formazione, gioco e interculturalità. “I ragazzi ospiti con le loro famiglie del nostro centro Arrupe – ha aggiunto Guarino – sono l’esempio di quanto l’interculturalità sia un traguardo raggiungibile: mischiandosi tra europei, asiatici, africani, sudamericani, mostrano come sia facile e spontaneo accettarsi nelle reciproche differenze”. Durante la conferenza stampa è intervenuta anche Cecilia Bock, responsabile dei progeti del Jesuit Refugee Service internazionale (JRF), illustrando i numeri drammatici dei rifugiati oggi nel mondo (sono 45 milioni nei vari continenti) e l’impegno dei Gesuiti per offrire, tramite campi di accoglienza, cibo, assistenza, formazione. “Ad esempio, nel Ciad dove siamo presenti da anni, – ha detto – ci sono 1,2 milioni di sfollati interni e oltre 200 mila rifugiati esterni. Sugli 11 campi di accoglienza presenti, in tre è presente il Jesuit Refugee Service, con offerte di assistenza e formative”. Alla fine della presentazione de “Il Treno Arcobaleno” è intervenuto per un saluto p. Giovanni La Manna sj, nuovo presidente dell’Associazione Centro Astalli che, tra l’altro, ha sottolineato che “compito dei nostri centri di accoglienza è di accompagnare dando speranza”. Ha poi messo in guardia attorno a facili allarmismi e a stereotipi che circolano nel nostro paese sull’immigrazione: “La realtà – ha detto – non è quella che ci viene presentata. Del resto, io avrei paura, se fossi un esule in fuga dal mio paese, a chiedere asilo politico in Italia”.