GIOVANI E MEDIA: CONVEGNO A FIRENZE, COME FORMARE LA COSCIENZA CIVICA DELLE NUOVE GENERAZIONI?

In che modo i media, in particolare i quotidiani, possono contribuire a formare la coscienza civica dei giovani? Quali sono allora le responsabilità sociali delle testate giornalistiche? Tutti temi su cui si sta discutendo oggi a Firenze, nel convegno "Giovani lettori, nuovi cittadini", organizzato dall’Osservatorio permanente giovani-editori e dall’Acri, l’Associazione delle casse di risparmio italiane e delle fondazioni di origine bancaria.  Vi partecipano direttori di quotidiani, editori, studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni. In apertura d’incontro il presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti ha ricordato che "leggere i quotidiani ci aiuta ad esercitare la nostra attitudine a comprendere la realtà e dunque ci fornisce l’opportunità di partecipare alla vita sociale. Avvicinare i giovani ai quotidiani vuol dire fornire loro uno strumento essenziale per avere una coscienza critica, cioè per essere liberi di scegliere". Per questo, ha aggiunto, "si tratta di creare condizioni sociali, culturali, civili, perché il mondo giovanile possa essere aiutato ad esprimere tutte le potenzialità che lo caratterizzano", ma anche di "favorire lo sviluppo di un tessuto sociale che i giovani possano vivere e riconoscere come proprio tessuto d’appartenenza: un tessuto sociale partecipato". Nel convegno ci si chiede perché – come risulta da alcuni sondaggi – l’informazione non incida molto sulla formazione dei giovani. Per questo verrà presentata in giornata un’analisi dell’Eurisko su "come i giovani vedono la società attraverso i media", mentre attraverso due tavole rotonde si discuterà di educazione alla lettura e impegno sociale e di informazione a scuola.  Delle 88 fondazioni aderenti all’Acri, 9 di esse sostengono infatti l’iniziativa "Il quotidiano in classe", che raggiunge oltre un milione di giovani.