MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO: NO AD "ASSIMILAZIONE", SÌ A "INTEGRAZIONE" (2)

"Se coerenti con se stessi, i cristiani non possono rinunziare a predicare il Vangelo di Cristo ad ogni creatura", è l’ammonimento del Papa nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che esorta i credenti a non aver paura di proclamare la propria fede "nel rispetto della coscienza altrui, praticando sempre il metodo della carità, come già san Paolo raccomandava ai primi cristiani". "Come sentinelle – è l’invito di Giovanni Paolo II – i cristiani devono anzitutto ascoltare il grido di aiuto proveniente da tanti migranti e rifugiati, ma devono poi promuovere, con attivo impegno, prospettive di speranza, che preludano all’alba di una società più aperta e solidale. A loro, per primi, spetta di scorgere la presenza di Dio nella storia, anche quando tutto sembra ancora avvolto dalle tenebre"."Comprensione" e "benevolenza", conclude il Papa, sono gli antidoti ad "una semplice giustapposizione di gruppi di migranti e di autoctoni" che in realtà "tende alla reciproca chiusura delle culture, oppure all’instaurazione tra esse di semplici relazioni di esteriorità o di tolleranza". "Promuovere una fecondazione reciproca tra le culture": è il compito idealmente affidato dal Santo Padre all’umanità, partendo dalla "necessità del dialogo fra uomini di culture diverse in un contesto di pluralismo che vada oltre la semplice tolleranza e giunga alla simpatia".