SANT’AMBROGIO: IL CARD. TETTAMANZI, "IL VOLTO AMICO E SOLIDALE DELLA CITTÀ" (2)

"Non basta monetizzare un bisogno per risolverlo. Diamo un volto ‘amico’ e ‘solidale’ alla città e ricordiamoci sempre che la vita è molto di più di un film o di un reality show e che non è mai ‘per finta’; che l’io non può diventare l’unica legge, l’unico idolo a cui sacrificare in continuazione". È questa la convinzione espressa dal cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, durante il tradizionale discorso alla città, tenuto nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano in occasione della festività del patrono. Un monito che ha avuto il senso di un appello chiaro a tutti i cittadini: "La dignità della persona è un debito per la civiltà nel suo insieme. Porre al centro della politica la persona e la sua dignità è semplicemente far fronte a tale debito. Non è un argomento come tanti, di cui il politico può occuparsi o no, a seconda degli impegni del momento". Specie di fronte a quelle che Tettamanzi ha chiamato "distrazioni di cui sembra oggi soffrire la grande città", soffermandosi su alcune domande, di stringente attualità, che sono apparse un monito condiviso: "Quale vigilanza abbiamo nei confronti della distruttività morale e fisica di talune forme culturali tanto in voga? Siamo capaci di qualcosa di più dell’indifferenza o del moralismo parolaio? Il diavolo si fa strada anche per la nostra imperdonabile ‘distrazione’! E se invece che del diavolo – vero o presunto che sia – si trattasse di stupidità autodistruttiva e omicida, sarebbe lo stesso". "Credo sia giunto il tempo – ha continuato Tettamanzi – che le forze culturali, sociali, economiche, politiche, finanziarie di questa nostra città si incontrino per una riflessione seria e per un grande progetto che riguardi la ‘sostenibilità del vivere’ fatta non solo di muri, ma anche di idee, di cultura, di possibilità soprattutto per i giovani, di sicurezza, di serenità per l’avvenire dei singoli e delle famiglie".