TURISMO SESSUALE: MONS. MONNI (SANTA SEDE), “PREVENIRE” QUESTA “PIAGA SOCIALE”, NO A “SILENZIO DELLE ISTITUZIONI”

” ” Lo “sfruttamento sessuale dei bambini nel turismo” è una “piaga sociale” che dilaga e conosce “una vera e propria forma di violenza”, con il “perverso commercio ormai sempre legato a reati a sfondo pedofilo”. A lanciare un forte grido di allarme contro turismo sessuale e pedofilia è stato mons. Piero Monni, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo (Omt), intervenuto al Consiglio esecutivo dell’Omt in corso a Salvador de Bahia, in Brasile, fino a domani. “Negli ultimi anni – ha notato il relatore – abbiamo assistito al dilagare di questo terribile fenomeno, senza dubbio definibile una vera e propria ‘piaga sociale’, qual è il turismo sessuale. Il diffondersi di questo perverso commercio è ormai sempre legato a reati a sfondo pedofilo: si tratta di una vera e propria forma di violenza”. Di qui la necessità, per la Santa Sede, di “un’opera di prevenzione, da realizzare attraverso valide attività educative e formative, tese a colmare l’attuale ‘vuoto delle coscienze'”. “Il silenzio delle istituzioni non giova al recupero dei valori umani fondamentali”, è la denuncia di Monni, che si scaglia contro la “persistente acquiscienza di non poche persone e istituzioni”. “Prevenire significa agire, non possiamo rimanere a guardare!”, ha esclamato l’esponente vaticano invitando a “chiedersi quali siano le cause del diffuso incremento pedofilo” e “se le motivazioni di tale diffusione siano radicate in un cronico e patologico vuoto di valori della società moderna, talvolta causa di nuovi orientamenti a contenuto immorale”. In particolare, la Santa Sede stigmatizza “le sempre più frequenti ‘vacanze dell’abuso’, perpetrate dai sex-turisti” e “pubblicizzate” anche sul web. Anche se, ha concluso Monni, “in questo ultimo ventennio non è mancato ai minori un certo sostegno della comunità internazionale e delle strutture nazionali e religiose”, l’impegno nella prevenzione “dovrebbe tradursi in azioni mirate di controllo, nel rispetto della garanzia delle libertà fondamentali”.