” “”La causa principale del risparmio forzato delle diocesi tedesche non è la riforma fiscale ma l’andamento demografico negativo, ovvero la nascita di pochi bambini nel Paese”. Così mons.Norbert Trelle, vescovo ausiliario di Colonia spiega la crisi economica delle Chiese tedesche, costrette a misure di contenimento delle spese che incidono sulle loro attività sul territorio. Le Chiese, come è noto, ricevono dallo Stato i proventi della “Kirchensteuer”, la tassa ecclesiastica pagata dai contribuenti che dichiarano la loro appartenenza ad una Chiesa, calcolata sulle imposte sul reddito o sugli immobili. “Da anni scrive mons. Trelle su SirEuropa di oggi – il numero dei cattolici nell’arcidiocesi di Colonia continua a diminuire. Ma solo una percentuale minima di questo decremento è dovuta ai “Kirchenaustritte” (ndr: cioè le apostasie, che comportano una dichiarazione con cui si dichiara di non voler più fare parte di una confessione religiosa; in tal modo decade l’obbligo di versare la Kirchensteuer). Se quest’andamento dovesse proseguire e finora non si avvertono segnali di un’inversione di tendenza entro 25 anni avremo perso un quarto dei nostri fedeli. A causa della piramide generazionale negativa stiamo subendo una perdita di oltre il 40 per cento delle nostre risorse finanziarie”. Secondo l’ausiliare di Colonia “questa prospettiva a lungo termine si avverte concretamente già ora e la Chiesa tedesca deve adattarsi a vivere in futuro con fondi più limitati. Nella sola arcidiocesi di Colonia dobbiamo ridurre le nostre spese annue di 90 milioni di Euro. Ciò implica la necessità di apportare tagli in parte dolorosi”. Tra questi Trelle elenca anche “l’assistenza spirituale ai cattolici stranieri”. Del resto, conclude, “una volta introdotti i provvedimenti di risparmio, l’arcidiocesi di Colonia disporrà comunque ancora dell’80 per cento delle sue risorse finanziarie. È molto più di quanto dispongono altre Chiese locali che rendono testimonianza di una fede viva”. Tra le altre diocesi in difficoltà anche Magdeburgo (3 milioni di euro di entrate in meno); l’arcidiocesi di Bamberg (10 milioni di euro in meno); la diocesi di Treviri (16 milioni di euro in meno). I tagli previsti nelle diocesi comporteranno soprattutto riduzioni di personale, delle spese materiali e delle attività collaterali (scuole, solidarietà…).