BAMBINI E TV: UNA “MELA DI BIANCANEVE” MEZZA AVVELENATA? EMILIO ROSSI, “SERVE RESPONSABILITÀ”

” “La televisione è come la mela di Biancaneve, mezza sana e mezza avvelenata, per i bambini che passano ore a guardarla? Un interrogativo a cui ha tentato di dare risposte il convegno “La mela di Biancaneve. Variazioni sul tema ‘I bambini e la televisione'” che si è svolto oggi a Firenze per iniziativa del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione tv e minori, dal Corecom della Toscana e dal corso di laurea in media e giornalismo dell’Università di Firenze. “La tv non si può fare con spensieratezza”, ha detto nelle conclusioni Emilio Rossi, presidente del Comitato, “ciascuno deve sentirsi responsabili per la sua parte”. “E guai se pensassimo di vivere solo di tv – ha avvertito -, perché non si vive solo della mela, ma anche della famiglia, della scuola, della chiesa, della lettura dei quotidiani, dello stadio, dei concerti, delle biblioteche, delle associazioni. Tutto ciò che può fare ricca la vita. E non credo che la casa del Grande fratello sia un’esemplare di casa ricca”. Nelle discussioni teoriche c’è chi ha denunciato la tv per “aver ucciso la realtà attualizzando tutti i dati e trasformandoli in informazione”, come ha evidenziato Angela Nava, presidente del Coordinamento genitori democratici. O chi l’ha accusata di fornire immagini stereotipate: “I bambini vengono pensati come un genere, non come individui – ha osservato Omar Calabrese, presidente del Corecom della Toscana -. Tra i tanti luoghi comuni presenti in tv c’è l’ingenuità dei bambini, l’eccesso di vezzeggiamento, il linguaggio informe attribuito loro. Così rischiamo di costruire una grande società dell’ipocrisia”. Silvia Pezzoli, dell’Università di Firenze, ha invece puntato il dito sulla “infantilizzazione degli adulti”, osservazione confermata da Gianfranco Noferi, direttore di RaiSat ragazzi, che riscontra anche nei programmi per adulti una “informazione bambinesca”, con “proposte televisive in cui le generazioni non esistono più”. Da alcuni dati forniti durante il convegno risulta che il 99% dei bambini sotto i 6 anni vede la tv, soprattutto nella fascia serale. Da qui la messa in discussione dell’utilità dei programmi pomeridiani per ragazzi, visto che a quell’ora sono quasi tutti a scuola. Quali ricette? Per Giovanni Bechelloni, dell’Università di Firenze, “la tv dovrebbe recuperare il senso della realtà umana, mentre oggi l’ambiente mediatico è retto da élite irresponsabili e da correnti che contribuiscono a creare l’illusione di facilità e felicità di essere nel mondo e del mondo, rendendoci incapaci di lottare per la nostra vita e il nostro futuro”.