PAPA: APPELLO A FAR CESSARE IL "FLAGELLO" DELLE MINE ANTIUOMO E A FAVORIRE LA "REINTEGRAZIONE" DELLE VITTIME

Un forte appello a "sradicare in maniera definitiva" quel "terribile flagello dei tempi moderni" rappresentato dalle mine antiuomo. A lanciarlo è il Papa, in un messaggio inviato alla prima Conferenza di esame della Convenzione sull’interdizione delle mine antiuomo, in corso a Nairobi fino a domani. "Le mine antiuomo – spiega Giovanni Paolo II – uccidono e mutilano numerose vittime innocenti, ed ostacolano anche gravemente l’economia dei Paesi in via di sviluppo, privandoli di numerose terre agricole ancora minate, essenziali alla sopravvivenza della nazione". "Bisogna che tutto questo finisca!", è dunque l’invito del Papa, secondo il quale "l’applicazione rigorosa" della Convenzione di Ottawa, entrata in vigore cinque anni fa, costituisce "un’occasione donata alla famiglia delle nazioni per costruire una umanità rinnovata e pacificata". Di qui l’esortazione papale e della Santa Sede, che è stata tra i primi firmatari della Convenzione citata, a "proseguire gli sforzi in particolare negli ambiti della distruzione dei depositi delle mine, dello sminamento delle aree e del reinserimento socio-economico delle vittime di queste armi". La "negoziazione multilaterale" e la "cooperazione internazionale" sono secondo il Santo Padre le strade da seguire per far avanzare "la causa nella pace nella coscienza delle persone e dell’umanità": in questa prospettiva, per il Pontefice, è "necessario che la vigilanza della comunità internazionale non si limiti solo agli aiuti finanziari, ma punti a rendere le persone protagoniste del proprio sviluppo, attraverso azioni di sensibilizzazione ai pericoli delle mine antiuomo, di riabilitazione delle persone handicappate, di assistenza psicologica, di reintegrazione nella società e di educazione alla pace".