Il cinema si presenta come una “tecnologia sottile” che però non è mai “neutrale”, in quanto in essa giocano la scienza e le nuove acquisizioni tecnologiche ma anche una sorta di “componente magica”, che “lo mette in contatto con il vecchio sogno di rinnovare la creazione”. Lo ha detto Francesco Casetti, pro-rettore dell’Università Cattolica di Milano, intervenendo oggi al Convegno internazionale su “Ibridazione uomo-macchina, identità e coscienza nel cinema post-moderno”, prima iniziativa dell’ottava edizione del “Festival del cinema spirituale”; organizzato dall’Ente dello spettacolo, dal Pontificio Consiglio della cultura, dal Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, dalla Filmoteca Vaticana, con la collaborazione del Centro sperimentale di Cinematografia. “Il cinema ha spiegato Casetti più che una non-tecnologia, è una tecnologia sottile”, che “differisce in modo abbastanza netto da molte ‘macchine’ ottocentesche, pesanti e ingombranti”, in quanto “nonostante la sua complessità prefigura una tecnologia all’insegna della leggerezza e dell’impalpabilità”. Nell’arte cinematografica, in particolare, secondo il pro-rettore della Cattolica “scienza e magia si sovrappongono”, perché essa ci offre “da un lato un’applicazione tecnologica efficiente, basata su ricerche relativamente avanzate, dall’altro un sogno di onnipotenza, quello di raddoppiare la creazione”. Oltre al convegno che si svolge oggi e domani a Roma, presso la Lumsa, questa edizione del Festival del cinema spirituale prevede anche una rassegna (gratuita) di 15 film (dal 14 al 19 dicembre) e la consegna dei premi “La Navicella-Sergio Trasatti” per il cinema, per la televisione, colonna sonora e Diego Fabbri (16 dicembre).