PADOVA: PROMOSSO DALLA DIOCESI IL SECONDO INCONTRO SUI "MARTIRI DI OGGI". RICORDO DI GIUSEPPE TALIERCIO, RAPITO E UCCISO DALLE BR

Rapito in casa sua, sotto gli occhi della moglie e dei figli, e assassinato nel 1981 dalle Brigate Rosse, dopo 46 giorni di prigionia. È la "storia" di Giuseppe Taliercio, che sarà il "testimone" del secondo appuntamento della "cattedra dei martiri", in programma domani (ore 20.45, presso Mpx, Via Bonporti) per iniziativa della diocesi di Padova, nel contesto del XVII centenario del martirio di S. Giustina e del tema scelto per l’anno pastorale 2004-2005, "Credere insieme e testimoniare". Protagonisti degli incontri – si legge in una nota dell’Ufficio stampa della diocesi – sono quei "testimoni della fede" che "hanno dato la vita per il Vangelo, persone del nostro tempo che hanno subìto violenza fino a perdere la vita per l’impegno e la coerenza manifestati. L’ingegnere Giuseppe Taliercio, 54 anni, era direttore dello stabilimento Petrolchimico della Montedison di Marghera. Sposato con Gabriella, aveva cinque figli: Elda, Lucia, Bianca, Cesare e Antonio. Il 20 maggio 1981 viene rapito dalle Brigate Rosse, nella sua casa sotto gli occhi della moglie e dei figli. Il 5 luglio, dopo 46 giorni di prigionia, viene assassinato a 54 anni. "Uomo di grande rettitudine morale, cristiano convinto e impegnato nell’associazionismo cattolico – si legge nel comunicato – svolse la sua attività professionale con grande responsabilità verso i lavoratori e l’azienda e, attraverso essi, verso la comunità civile di Mestre, impegnandosi nella lotta all’inquinamento. Fu lo stesso card. Cé ad annunciare alla comunità veneziana l’uccisione di Giuseppe Taliercio: una grande manifestazione sindacale, ricorda la diocesi, "espresse la voglia di democrazia e di pace di una comunità ferita e un’unità di impegno che riuscì a sconfiggere il terrorismo".  All’incontro di domani interverrà Paolo Rinaldo, assistente di Taliercio, mentre il vescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, concluderà la serata.