Un film sulla vita di S. Stefano, il primo martire della Chiesa. Lo ha realizzato la parrocchia di S. Maria delle Grazie di Melito di Napoli con protagonisti una sessantina di bambini del catechismo. "Questo film, la cui lavorazione è durata un anno spiega il parroco, don Italo Mastrolonardo – vuole essere un segno di speranza per la nostra città". Melito, infatti, è venuta, recentemente, alla ribalta per alcuni delitti compiuti dalla criminalità organizzata. "Nell’attuale contesto sottolinea il parroco – l’unica realtà credibile è la Chiesa. Attraverso quest’opera abbiamo voluto mostrare che Melito non è solo camorra, ma che esiste ancora capacità di aggregazione". La parrocchia di S. Maria delle Grazie copre un territorio con 30.000 abitanti e si trova a confine tra le diocesi di Napoli, cui appartiene, e di Aversa. "Purtroppo continua don Italo – non abbiamo molte strutture, essendo la nostra una chiesa antica del Settecento. Melito non è una realtà degradata dal punto di vista economico: il problema è la mancanza di valori. Qui c’è assenza di speranza ed è proprio quella che noi invece cerchiamo di dare".
Anche il film, per il parroco, "è un messaggio di speranza". È stata rappresentata la storia di S. Stefano perché è il compatrono della parrocchia. "Innanzitutto chiarisce don Mastrolonardo – coinvolgere i ragazzi, dai 3 ai 15 anni, e le loro famiglie in un cammino di comunione e di socializzazione. In secondo luogo, avvicinare i bambini alla Sacra Scrittura". A tal fine, prima di girare il film, don Mastrolonardo ha organizzato degli incontri sulla Bibbia. Un altro aspetto che il parroco tiene a sottolineare è la coralità dell’impegno profuso per realizzare l’opera: "I vestiti, ad esempio, non essendoci mezzi da impiegare, sono stati creati dalle donne della parrocchia; molto tempo ha richiesto anche insegnare ai bambini come stare davanti alle telecamere". La prima proiezione del filmato, che dura un’ora, ci sarà il 9 dicembre al cinema Barone a Melito.