SCIOPERO DEL 2 MARZO A COSENZA: L’ARCIVESCOVO, “SE VISSUTO DEMOCRATICAMENTE PUÒ ESSERE UNA PRESA DI COSCIENZA COMUNITARIA”

” “”Il vostro sciopero se vissuto democraticamente può essere un richiamo e una presa di coscienza comunitaria. Conta sollecitare e collaborare, tutti, per una politica che abbia cultura, eticità e progettualità”. È quanto afferma mons. Giuseppe Agostino, arcivescovo di Cosenza, in risposta alla lettera inviatagli nei giorni scorsi dalla Federazione unitaria Cosenza-Sibari-Pollino di Cgil, Cisl, Uil in relazione allo sciopero generale del 2 marzo, indetto per la provincia di Cosenza. In una lettera inviata oggi ai segretari generali delle Organizzazioni sindacali, mons. Agostino scrive: “Ho letto, con sofferta attenzione, le motivazioni inviatemi, esplicative dello sciopero generale del 2 marzo. Al mio ruolo di pastore non compete entrare negli aspetti tecnico-formali, ma cogliere quella che voi, intelligentemente, chiamate ‘proposta programmatica alternativa’. La Chiesa deve avere uno sguardo sull’uomo e sull’uomo in difficoltà e stimolare il bene comune in uno sviluppo sostenibile e integrale”. Secondo l’arcivescovo di Cosenza, “la politica del nostro Paese, come viene oggi impostata, mette molto alla prova le aree deboli quali, fra altre, il Sud d’Italia. Siamo nell’era della globalizzazione e, per un deficit di programmazione ben concertata, nella nostra provincia ‘sono stati cancellati interi settori e insediamenti storici del debole tessuto industriale come il tessile, il calzaturificio, il bosco-legno, l’edilizia’”. Da qui la richiesta dell’arcivescovo alla Regione e alla provincia, “in nome di tante famiglie provate, di tanti giovani disoccupati”, di “una impostazione sempre più lucida, attenta al possibile e aperta al futuro con progetti integrativi e innovativi”.