” “”Chi riconosce la croce quale segno della propria identità la concepisce come simbolo di amore e di pace; essa non può essere letta pertanto come simbolo di rifiuto dell’altro”. È quanto sottolinea mons. Wilhelm Egger, vescovo di Bolzano-Bressanone, nella lettera pastorale per la Quaresima 2004 dal titolo “Il crocifisso – simbolo che unisce e ci distingue”, che viene pubblicata in occasione del Mercoledì delle ceneri. Nella lettera il vescovo diocesano offre una riflessione sul crocifisso, al centro, negli ultimi tempi, di accese discussioni: “Oggi ci chiediamo sempre più spesso come dobbiamo comportarci di fronte alla volontà di bandire i simboli religiosi dai luoghi pubblici. Innanzitutto è importante che cerchiamo di entrare in rapporto con le persone che hanno altre convinzioni, per instaurare con loro un dialogo fatto di reciproca attenzione”. Nel far questo, aggiunge mons. Egger, “non possiamo però rinunciare alla nostra identità; dobbiamo anzi chiedere di essere rispettati nella nostra fede, nei nostri riti e simboli religiosi. La storia e la cultura occidentali sono fondamentalmente segnate dalla fede cristiana e per questo al crocifisso è riservato un posto di riguardo in quella che spesso viene citata come ‘casa comune europea’”. Il crocifisso, conclude il vescovo, “annuncia un messaggio di amore, solidarietà e nonviolenza. Esorta alla pace, alla riconciliazione, alla giustizia. In questo senso è un simbolo di speranza per l’incontro pacifico di popoli e religioni. La nostra società ha bisogno di tale simbolo, che rappresenta i valori che dovrebbero caratterizzarla”.