ANTONIO ROSMINI: CARD. SILVESTRINI, “CORAGGIOSA TESTIMONIANZA DI FEDE, CARITÀ, LEALTÀ”. “BEATIFICAZIONE IN TEMPI BREVI”

“Una testimonianza di vita cristiana vissuta nella fede, nella carità vera e nella lealtà: la sua beatificazione, che auspico in tempi brevi” può costituire “un’occasione per farne conoscere la profonda spiritualità”. Così il prefetto emerito della Congregazione per le Chiese orientali, card. Achille Silvestrini, rievocando sabato scorso a Roma la figura del sacerdote e filosofo Antonio Rosmini (1797-1855), a lungo contrastato dalla Chiesa, definitivamente riabilitato nel 2001, e di cui è in corso il processo di beatificazione. Intervenuto al convegno su “Il coraggio di rischiare” che, dedicato al fondatore dell’Istituto della Carità e delle Suore della Provvidenza, ha concluso la terza edizione della “Settimana rosminiana” (14/21 febbraio) caduta quest’anno nel decennale dell’apertura del processo di beatificazione del servo di Dio, “amo pensare – ha aggiunto Silvestrini – che a Rosmini piacesse l’immagine di Davide che non volle vestire l’armatura di Saul, ma preferì combattere armato solo della sua fionda”. Un uomo che “pagò a caro prezzo il coraggio di avanzare con franchezza critiche e proposte che pensava potessero servire alla riforma della Chiesa”, ha aggiunto riferendosi alla messa all’indice de “Le cinque piaghe della Chiesa”, opera in cui Rosmini denunciava i mali dell’istituzione ecclesiastica del tempo. “Un vero cattolico con il coraggio di rischiare sul piano religioso, ideologico e politico; convinto sostenitore di una carità, al tempo stesso, materiale e intellettuale”: questi i tratti della sua modernità evidenziati dal segretario generale del Censis, Giuseppe De Rita. I religiosi rosminiani in Italia sono circa 120, suddivisi in 20 case; le suore 320 circa in 37 case. Le due congregazioni (un migliaio di religiosi) sono presenti in tutti i continenti.