Una “dimensione inevitabile della vita umana”, che ha al centro Dio, ma non “un Dio generico”, bensì “quel Dio che ha il volto preciso del Padre di Gesù Cristo”, e che “è entrato in un dialogo di amore con l’uomo”. Così l’arcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi, definisce la fede, “dono grande e felicissimo”, nel volume “Questa è la nostra fede” (Editrice Itl-Centro ambrosiano), da oggi nelle librerie, a due giorni dall’inizio della Quaresima (a Milano il tempo di Quaresima inizia sabato 28 febbraio). Un commento ragionato al “Credo” di cui il cardinale invita a riscoprire la bellezza e la profondità, affinché “sia imparato a memoria” e “costituisca la nostra più autentica identità di cristiani”. “Io credo”: due parole che, prosegue Tettamanzi, “racchiudono in sé la grandezza vertiginosa di un mistero” e “indicano la serietà e l’impegno di una decisione personale” dicendo “l’assunzione di un orientamento complessivo della vita”. Credere, secondo l’arcivescovo, significa “riconoscere con stupore e accogliere con gioia il dono grande e felicissimo della fede”. Al tempo stesso, precisa, credere impegna la propria libertà, perché “la risposta della fede deve essere volontaria”; il cristiano, infatti, “non chiude gli occhi della propria intelligenza di fronte a Dio e al suo mistero, ma li apre e li mantiene aperti”. Il credente, conclude Tettamanzi, “sa a chi crede e perché crede. Solo così la sua risposta può dirsi veramente umana”. “Il testo – spiega don Gianni Zappa, responsabile dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali – si inscrive nel percorso pastorale diocesano teso a un rinnovato slancio missionario da parte delle comunità cristiane. Il testo sarà alla base delle catechesi quaresimali dell’arcivescovo che saranno trasmesse nei martedì di Quaresima (dal 2 marzo), via radio (Circuito Marconi, ore 21) e televisione (Telenova, ore 20.45)”.