” “”Dona, o Signore, a Marco la gioia di tagliare il traguardo della tappa più importante, quella del Paradiso”. E’ la preghiera che mons. Antonio Lanfranchi, vescovo di Cesena-Sarsina, ha elevato oggi nel corso del funerale di Marco Pantani morto nei giorni scorsi a Rimini, per cause ancora del tutto da chiarire. “La fede nella Resurrezione ha detto il vescovo nell’omelia davanti ai numerosi fedeli che affollavano la chiesa di San Giacomo a Cesenatico – sostiene la nostra speranza; in questa fede il nostro non è un addio a Marco, ma un arrivederci in quella patria dove Dio tergerà ogni lacrima”. “Che cosa dice la vita e la morte di Marco a ognuno di noi?” ha chiesto il vescovo. Una domanda rivolta a “giovani, persone del mondo dello sport, estimatori, tifosi, amici” la cui risposta è da cercarsi “non nei dibattiti, ma nel nostro cuore, nel segreto della nostra coscienza, nella voce dei nostri sentimenti”. “Marco ha aggiunto – invita tutti a un serio esame di coscienza su tutto quello che è lo sport e su tutto ciò che ruota intorno allo sport. L’uomo è più grande delle sue vittorie e delle sue sconfitte; l’uomo vale di più del ciclista; l’uomo porta iscritto nel suo essere creatura il carattere del limite. Dentro al campione batte sempre un cuore di ragazzo, di un giovane, con le sue paure, le sue fragilità, con un suo mondo da tutelare. Un cuore che ha bisogno di normalità e non può essere sacrificato a nessuna logica di sfruttamento”. (segue)