CONVEGNO CEI SULL’EDUCAZIONE: CARD. RUINI, “PIENA LIBERTÀ” ALLE SCUOLE NON STATALI (2)

” “”Aggiornare e rimotivare l’impegno educativo, soprattutto per quanto riguarda le mete ultime, le grandi domande di senso, l’apertura alla trascendenza”: questa la ricetta dei vescovi per “sconfiggere la cultura della banalità, purtroppo diffusa anche nel mondo della scuola” ed evitare che l’espressione “convivenza civile” (utilizzata per la prima volta nella riforma Moratti) non “vada oltre la definizione di un galateo sociale”. Educazione alla cittadinanza, ambientale, stradale, alla salute, alimentare, all’affettività: questi, ha fatto notare il presidente della Cei, i “vari tipi di educazione” di cui il termine “convivenza civile”, secondo la riforma Moratti, costituisce la “sintesi”, e che indica che “la scuola si assume, tra i suoi compiti educativi, anche i comportamenti e gli atteggiamenti degli alunni”. “Non si tratta di una nuova disciplina – ha precisato il cardinale – ma di un compito che vede impegnati tutti i docenti”. Un obiettivo, questo, ha aggiunto, che “si presenta nobile e degno” e in forza del quale “la scuola è interessata anche alla saggezza del vivere e dell’agire bene”. Di fronte, tuttavia, al “disorientamento della società in cui viviamo e al clima di relativismo diffuso che si respira”, un traguardo del genere “appare assai problematico”, e il pericolo per la Cei è che “non si vada oltre la definizione di un galateo sociale”. “Nella realizzazione di questo nuovo compito educativo della scuola – ha ammonito, dunque, il presidente della Cei – i cristiani possono e devono essere presenti”, partendo dalla consapevolezza che “il primato dell’educazione di fronte a queste sfide significa anche testimoniare in un contesto fortemente pluralistico una chiara visione antropologica, tesa a impedire al pluralismo di smarrirsi nella confusione”.