” “”Una riflessione seria circa lo svolgimento della festa di Sant’Agata”. È quanto ha chiesto questa mattina ai fedeli mons. Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, nell’omelia per i funerali di Roberto Calì, il devoto di 22 anni ucciso dalla calca durante la festa per la patrona della città. “Dobbiamo fare in modo che la festa – ha detto mons. Gristina – sia anzitutto un evento religioso, e quindi manifestazione di fede, di gioia vissuta insieme con attenzione verso chi soffre o è nel bisogno. Tutte le manifestazioni agatine devono evidenziare questi aspetti. Certamente c’è qualcosa da modificare e lo faremo”. Come vescovo di questa Chiesa, ha proseguito Gristina, “e quindi primo responsabile della festa di Sant’Agata, mi farò promotore di incontri con le autorità competenti, con le associazioni agatine e con quanti a vario titolo animano la festa. Negli incontri esamineremo la situazione attuale e la confronteremo con la sana tradizione. Le modifiche sopravvenute saranno mantenute se in piena sintonia con il significato autentico della festa. Vorremo soprattutto guardare in avanti affinché questo straordinario evento (come partecipazione pare che sia la terza manifestazione religiosa nel mondo) riveli il vero volto di Catania civile e religiosa. Assumo questo impegno dinanzi la salma di Roberto e lo faccio a nome di tutti. Non possiamo far finta che non sia successo nulla”. Mons. Gristina ha poi annunciato che “come segno di partecipazione al lutto, nella prossima ottava del 12 febbraio, non ci saranno i fuochi d’artificio e quelle manifestazioni contrarie al dolore che ci affligge”: “sarà questo un segno di svolta e soprattutto la prova che vogliamo accogliere l’invito a divenire migliori”.