PAPA: FORMARE I FUTURI PRETI ALLA “PERFETTA CASTITÀ”, IL PRIMATO DELLA “LEGGE NATURALE”

I futuri sacerdoti hanno bisogno di una “giusta ed equilibrata formazione” per “abbracciare con gioia e generosità quello stile di vita umile, modesto e casto, che è il fondamento del celibato ecclesiastico”. Lo ha detto oggi il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti alla Sessione plenaria della Congregazione per la Dottrina della fede, guidati dal card. Joseph Ratzinger, presidente del citato dicastero pontificio, ha chiesto loro di adottare “le misure necessarie per assicurare che i chierici vivano in modo consono alla loro chiamata e al loro impegno di perfetta e perpetua castità per il Regno di Dio”. In caso di trasgressione, ha ricordato il Santo Padre, la normativa canonica “tende a garantire sia l’esercizio del diritto di difesa dell’accusato sia le esigenze del bene comune”. “Una volta comprovato il delitto – ha aggiunto Giovanni Paolo II -, bisogna in ogni caso vagliare bene sia il giusto principio della proporzionalità tra colpa e pena, sia l’esigenza predominante di tutelare il popolo di Dio”. Altro tema del discorso papale, il primato della “legge orale naturale”, il cui “rinnovamento costruttivo” fa favorito “cercando anche convergenze con rappresentanti delle diverse confessioni, religioni e culture”. E’ la “crisi della metafisica”, per il Papa, che mette in dubbio l’esistenza di una “legge morale naturale” e può dar luogo “al,la diffusione tra i credenti di una morale di carattere fideista”. Sul piano politico, così, “viene a mancare un riferimento oggettivo per le legislazioni”, basate solo sul “consenso sociale”, mentre è solo sulla base di una “legge morale naturale”, ha concluso il Papa, che “si può costruire una piattaforma di valori condivisi, intorno ai quali sviluppare un dialogo costruttivo con tutti gli uomini di buona volontà”.