” “”Nella doverosa lotta al terrorismo non si deve passare sopra alle norme del diritto internazionale e ai diritti fondamentali dell’uomo”. È quanto si legge nell’editoriale dell’ultimo numero di “Civiltà cattolica”, di cui sono state anticipate oggi le bozze, e dove a proposito della guerra in Iraq si mette in luce una sorta di “sovra-rezione” dell’Occidente di fronte alla minaccia del terrorismo internazionale. Secondo Civiltà cattolica, “ci si deve sempre chiedere se la ‘guerra al terrorismo’ si possa fare invadendo un intero Paese o se, invece, l’unica maniera di combattere il terrorismo non sia, da una parte, il ricorso a raffinate tecniche di ‘intelligence’, in cui siano impegnati tutti i Paesi occidentali con lo scambio reciproco delle informazioni, e, dall’altra, lo sforzo di evitare ogni azione politico-militare che sia o anche appaia diretta contro un popolo islamico”. La guerra in Iraq, a parere dei gesuiti, “da una parte ha diviso il mondo occidentale, allargando maggiormente il fossato tra le due sponde dell’Atlantico, dall’altra ha messo in crisi l’Onu, per il fatto che gli Stati Uniti non hanno tenuto conto delle sue risoluzioni”. Una “sovra-reazione, questa, che “potrebbe avere un altro effetto perverso” e tradursi nell'”impressione” di una “nuova colonizzazione dei Paesi islamici” da parte dell’Occidente. “La guerra al terrorismo”, prevede Civiltà cattolica citando “alcuni importanti risultati positivi”, sarà “molto lunga”, vista la “ancora notevole capacità di offesa dei gruppi terroristici”, e c’è da mettere in conto la possibilità di “altri gravi attentati”. Di qui la necessità di “mantenere alta la vigilanza e intensa l’azione di ‘intelligence’, allo scopo di scardinare l’organizzazione dei loro gruppi terroristici”.