“La vita di un malato mentale continua a essere considerata una vita senza credito”: ad affermarlo, le mamme dei ragazzi con disagio psichico seguiti dal Centro diurno “Rodari” di Mestre, che hanno chiesto “un sostegno” al patriarca di Venezia, card. Angelo Scola. A seguito di tale richiesta, il prossimo 7 febbraio il card. Scola incontrerà a Mestre un gruppo di genitori di questi giovani. “Nell’accettare l’incontro osserva Luigi Busetto, direttore del “Rodari” il nostro patriarca, come già avvenuto in una precedente occasione nel dicembre 2002, dimostra ancora una volta di riconoscere la drammaticità di una malattia come quella mentale, che si ripercuote con gravità su interi nuclei familiari”. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il disagio psichico colpisce ormai, con disturbi di diversa entità, oltre il 10% della popolazione mondiale, dato in continuo aumento. Pesanti le denunce dell’associazione per l’inserimento sociale dei malati psichici “Lo Specchio”: “La città di Mestre rileva il presidente Attilio Baldan, che conta almeno 3.000 disagiati psichici, non ha un Centro terapeutico riabilitativo, né un Day hospital nel reparto di Diagnosi e cura dell’ospedale, e l’Asl 12 continua a tagliare i fondi necessari. Al centro diurno Rodari basterebbero 100 mila euro l’anno per funzionare regolarmente; eppure per tutto il 2003 la struttura non ha ricevuto finanziamenti e le attività sono proseguite in modo assolutamente insufficiente”. Il “Rodari” ospita ogni giorno circa 120 giovani al di sotto dei trent’anni, che operano in 30 laboratori professionali.