DONNA CHE RIFIUTA AMPUTAZIONE: CARD. BARRAGAN (STANTA SEDE), “È LA PERSONA CHE DECIDE”

” “”Ognuno deve agire secondo la propria coscienza bene informata”. Il card. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, ha risposto in questi termini ad una domanda sul caso della donna di Milano che ha rifiutato l’amputazione al piede, pur sapendo di rischiare la vita. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della XII Giornata mondiale del malato (Lourdes, 9-11 febbraio), il presidente del dicastero pontificio è partito da un “principio chiaro”, quello del quinto comandamento biblico, in base al quale “ognuno è obbligato a non far uccidere se stesso e a curarsi per mantenersi in vita”. Grazie, però, ai “progressi” realizzati in campo medico e scientifico, ha aggiunto, oggi occorre chiedersi “se l’amputazione sia un mezzo proporzionato o sproporzionato” per raggiungere tale obiettivo. Una risposta, questa, a cui possono concorrere diversi soggetti (l’équipe medica, l’ente sanitario, i familiari, il Comitato di bioetica), ma “la casistica va applicata in maniera molto prudenziale”, ad esempio tenendo presente “il principio della totalità, per cui a volte occorre sacrificare una parte del corpo per salvare il tutto”. “Si possono indicare dei principi – ha precisato l’esponente vaticano – ma è la persona che decide, secondo i suoi parametri morali e la sua fede”. In ultima analisi, ha concluso Barragan, “non si può dire un sì od un no: ognuno deve agire secondo la propria coscienza bene informata”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, responsabile della pastorale della salute della Conferenza episcopale francese, che ha ricordato come in Francia si stia discutendo un progetto di legge sull’eutanasia. Un tema, questo, su cui a Chiesa d’oltralpe ha subito “brutti colpi, e forse la battaglia è perduta”.