ARCHITETTURA E SHOA; LEONI (UNIVERSITÀ DI BARI), “PIÙ ETICA E MENO ESTETICA NEI ‘LUOGHI DELLA MEMORIA'”

“Architettura della memoria – Costruire luoghi per ricordare” è il tema del convegno che si svolgerà il prossimo 11 febbraio a Carpi (Modena), in occasione del 30° anniversario del Museo monumento al deportato di Carpi e nell’ambito delle iniziative per la quarta Giornata della memoria. Promosso dall’amministrazione comunale e dalla Fondazione ex-Campo Fossoli, l’incontro, che prevede la partecipazione di architetti e studiosi internazionali, intende approfondire il rapporto fra architettura e memoria. Carpi ospita sul proprio territorio l’ex-Campo di concentramento di Fossoli, “base di smistamento per la deportazione degli ebrei italiani ai lager centroeuropei; luogo che appartiene al mondo intero e all’impegno di memoria che tutti dobbiamo alla vicenda della Shoa” spiega Giovanni Leoni, docente all’Università di Bari. “Tuttora aperta la questione della sua conservazione” rimarca, rilevando che ad oggi “l’unico intervento realizzato, inaugurato in questi giorni, è la ricostruzione di una baracca, operazione che lascia immutata la domanda sul modo in cui il luogo fisico, in sé non eloquente, potrà conservare e tramandare la memoria degli eventi e il loro significato”. Nel frattempo, informa, “il Ministero dei Beni Culturali ha fatto approvare nel gennaio 2003 una legge per l’istituzione del Museo Nazionale della Shoa, da collocarsi a Ferrara, e ha stanziato 15 milioni di euro per la realizzazione, più 1 milione di euro annuali per la gestione”. Incerta “appare la scelta della architettura”; per Leoni “occorrerà più etica e meno estetica”.