” “”Alla base della questione vi è un reale problema: quello di arginare le eventuali derive dell’islam più radicale. Il velo è spesso espressione del fondamentalismo islamico ed è, al tempo stesso, il simbolo della condizione di inferiorità della donna nella società musulmana. Ma era opportuno affrontare un tema così complesso con un provvedimento legislativo, e perché allargare quest’ultimo a tutte le realtà religiose?”. Il cardinale Georges Cottier, teologo della Casa Pontificia, a margine di una tavola rotonda svoltasi ieri sera a Roma nell’ambito del secondo Incontro sull’editoria religiosa in Francia, ha espresso al Sir le sue perplessità in merito al progetto di legge che dovrebbe vietare i simboli religiosi, a partire dal velo islamico, nelle scuole. “L’interpretazione della norma, una volta approvata, sarà molto delicata ha proseguito Cottier -. Il problema, comunque, deve essere trattato a livello europeo perché investe tutto il continente. La laicità francese, d’altra parte, è un po’ ‘particolare’ e va ben oltre il principio consolidato in tutti i Paesi europei della separazione tra istituzioni civili e religiose. La legge di ogni Stato stabilisce, giustamente, che la libertà religiosa sia compatibile con l’ordine pubblico; in caso di comportamenti che possano turbarlo, lo Stato ha il dovere di intervenire; non mi sembra, tuttavia, che qui ve ne fossero le condizioni”. “Attenzione a non sottovalutare la questione del velo conclude il porporato -; molti musulmani moderati, ben integrati o sulla via dell’integrazione, se il progetto di legge dovesse venire approvato, si sentirebbero inutilmente feriti e offesi. Fortunatamente molti parlamentari hanno manifestato delle perplessità; auspico che il dibattito porti ad una legge più equilibrata”.