“Abbiamo paura. Ci aspettiamo da un momento all’altro la reazione dell’esercito israeliano. La gente per quello che può sta facendo spesa per poi tapparsi in casa. Le strade si stanno vuotando rapidamente. C’è un clima di attesa e di grande paura per quello che potrà accadere”. E’ quanto ha dichiarato al Sir padre Ibrahim Faltas, della basilica della Natività a Betlemme. Raggiunto telefonicamente a Betlemme il francescano ha spiegato che “l’attentatore al bus israeliano, che oggi ha provocato la morte di dieci israeliani a Gerusalemme, proveniva dal campo profughi di Deheishe, alle porte di Betlemme e secondo quanto riferiscono i vari media apparteneva alle Brigate dei martiri di al Aqsa. A questo punto non è assolutamente da escludere la reazione dell’esercito. Per Betlemme allora sarà dura”. Gli attacchi israeliani di ieri a Gaza, con otto morti, e quello odierno a Gerusalemme, per padre Faltas, “non fanno altro che alimentare una spirale di violenza che genera odio e vendetta. E’ urgente allora tornare al tavolo delle trattative per riprendere la strada del dialogo. E’ l’unica che paga e che può portare, non senza sacrifici e rinunce da una parte e dall’altra, alla normalità”. E riferendo allo scambio di prigionieri in atto oggi tra israeliani ed hezbollah libanesi ha concluso: “speriamo che questi gesti possano avvenire anche con i palestinesi. Sarebbe un segno di apertura. Ne abbiamo bisogno così come delle preghiere di tutti”.