L’insediamento di un Osservatorio nazionale sulla famiglia presso il ministero del Welfare è uno dei “segnali che dicono che la famiglia è al centro della preoccupazione. Ma abbiamo ancora tantissima strada da fare”. Soprattutto si tratta di “sostenere e tenere questo nuovo organismo sotto osservazione in modo da vigilare che sia un’iniziativa che abbia un seguito”. Esprime soddisfazione ma anche cautela don Sergio Nicolli, direttore dell’Ufficio famiglia della Cei, alla notizia dell’insediamento ieri a Roma di un Osservatorio sulla famiglia di cui fanno parte, oltre ai comuni e ai rappresentanti delle regioni, anche le associazioni familiari. “Credo che l’Osservatorio dice al Sir don Nicolli – sia il frutto di un lavoro fatto capillarmente dal Forum presso le istituzioni. Il fatto però che venga istituito un organismo, non significa che sia automaticamente efficace. Spero che questo nuovo strumento sia preso nella dovuta considerazione, sia convocato e fatto lavorare. Dovrebbe infatti essere uno strumento che incide profondamente su tutta la legislazione nazionale in quanto uno dei suoi scopi è quello di studiare l’impatto che ogni legge può avere sulle famiglie”. Anche la Chiesa è un osservatorio privilegiato del mondo della famiglia in Italia. “Sono aumentate molto testimonia don Nicolli – le situazioni di povertà: con il passaggio all’Euro, molte famiglie che prima avevano un tenore di vita appena sufficiente, ora sono sotto la soglia della povertà. Penso che questo fatto non sia stato ancora sufficientemente considerato. Questo osservatorio dovrebbe essere un ulteriore passo per superare anche questi problemi, purché venga preso sul serio”.