” “Religiosi uomini e donne si impegnino in prima linea contro la tratta di donne e minori, con progetti di informazione e formazione dei giovani nelle scuole e nelle parrocchie, parlandone nelle omelie domenicali e intervenendo direttamente nei Paesi di provenienza. E’ la richiesta di suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, in una riflessione resa nota oggi dal sito “Vidimus dominum” che offre informazioni giornaliere sulla vita religiosa. Secondo suor Bonetti “rimane ancora molto da fare per ridare dignità e libertà alla donna sfruttata” e bisogna intervenire direttamente sul cliente, che “con la sua costante richiesta, sostiene e incrementa il mercato del sesso a pagamento”. A suo avviso lo stesso “cliente” è “vittima di un grosso disagio sociale, di una mancata formazione ai valori profondi della persona, di un sistema di vita consumista, dove tutto si può comperare”. Per questo invita “la vita religiosa maschile” ad “assumersi le proprie responsabilità” nel “formare e informare, per recuperare i valori del rispetto reciproco, della relazione interpersonale e familiare”: “Non serve la repressione o la punizione se mancano progetti di informazione e formazione di giovani nelle scuole, parrocchie, seminari, case religiose per saper affrontare il problema con competenza e responsabilità” afferma la religiosa, chiedendosi “perché mai questo grosso problema non è mai toccato nelle nostre omelie domenicali?” Anche la pedofilia, il turismo sessuale e la prostituzione maschile “nelle sue svariate e ‘giustificate’ forme denuncia – sta distruggendo migliaia di persone” ma “poco o nulla si sa, o non si vuol sapere, per non sentirsi interpellati”. A questo proposito auspica che gli istituti missionari siano “in prima linea” con azioni di “informazione e prevenzione nei Paesi di origine nonché all’accoglienza e reintegrazione delle vittime espulse e rimpatriate” e con un “servizio di mediazione culturale in Italia”.