MONS. BETORI: CASO PARMALAT, CONIUGARE “SENSO ETICO” CON “CONTROLLO” E “COMPETENZE”

” “Vicende come il crac della Parmalat, nello “scenario di un’agenda economica dominata dalla globalizzazione”, vanno affrontate “sia con maggiore senso etico, sia con una riorganizzazione del sistema di controllo” in grado di “valorizzare i diversi ruoli e le diverse funzioni” dei soggetti coinvolti. Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che interrogato dai giornalisti – nel corso della conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio permanente della Cei – sul dissesto finanziario della Parmalat ha affermato che la “strada” da seguire, per la Chiesa italiana, è quella di “valorizzare l’esistente e proiettarsi verso il futuro”, tenendo presente che in questo “processo molto delicato” ci sono “competenze e storie che vanno valorizzate, all’interno di un cambiamento pur necessario”. In un mondo – ha aggiunto Betori – come quello economico-finanziario attuale, in cui “l’etica viene considerata normalmente un sovrappiù, bisogna reimmettere l’etica come componente fondamentale dell’agire economico”. E proprio al tema della finanza internazionale, ha ricordato il segretario generale della Cei, l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro ha elaborato di recente un sussidio, “Etica e finanza”, che verrà presentato il 6 febbraio a Roma. Altro tema della conferenza stampa, il dibattito sulla moneta unica europea: “L’euro – ha affermato Betori a chi gli chiedeva se il rincaro dei prezzi fosse ‘tutta colpa’ della nuova divisa monetaria – fa parte del processo necessario di appartenenza dell’Italia all’Europa. La sua introduzione ha comportato indubbi vantaggi alla nostra economia e alle sue prospettive future. Come ogni processo, non solo economico, è ovviamente un processo da governare, e questo impegno va ulteriormente rafforzato”.