” “”Ricordare non è ‘non rimuovere’, ma piuttosto costruire il futuro”. Lo ha detto Maria Burani Procaccini, coordinatore per il Parlamento del “Comitato Dies Memoriae”, introducendo alla Camera dei Deputati il Quarto convivio parlamentare nazionale indetto oggi 27 gennaio, in occasione del Giorno della memoria. Tema dell’incontro, “La famiglia alla luce della Shoa”, perché dalla “famiglia ha spiegato Burani -, chiave di volta dell’educazione delle nuove generazioni, riparte la speranza del futuro”. Famiglia “vittima della logica distruttiva nazista ha ricordato il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni -. Solo con la dispersione dei suoi membri alcuni sono riusciti a salvarsi; una frammentazione i cui effetti drammatici si avvertono ancora oggi, dopo due generazioni, e che rispecchia il destino di tutto un popolo” ritenuto pericoloso perché “rappresentante di un potere occulto”. “E’ vero ha aggiunto Di Segni gli ebrei rappresentano un potere ‘occulto’, ma solo nel senso che è invisibile e non si rivela se non a chi crede. E’ il potere dei poteri, quello del Dio unico che siamo chiamati a testimoniare”. “La Shoa è un monito a rispettare la vita e a difenderla nelle sue forme più fragili ha detto don Marco Gnavi, intervenuto a nome del rettore dell’Università Lateranense, mons. Rino Fisichella, avvertendo che “la crisi della famiglia, luogo della memoria, si manifesta anche nel credere di non avere nulla da trasmettere ai giovani”. Dal vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, un deciso richiamo: “Le contestazioni al governo di Israele sono legittime; la criminalizzazione di un intero popolo no”.