“La lotta contro la lebbra, a causa della lenta incubazione della malattia, esige una vigilanza continua che supera la semplice distribuzione dei farmaci”. Lo afferma Guido Barbera, presidente di “Voglio Vivere, associazione Raoul Follereau Italia” di Biella, che in Italia rappresenta l’Unione internazionale delle associazioni Raoul Follereau. Alla vigilia della 51a Giornata mondiale dei malati di lebbra, che si celebra in tutto il mondo domenica 25 gennaio, Barbera chiede di “raddoppiare gli sforzi per organizzare una ricerca precoce dei malati. E’ necessario riuscire a curare i malati prima che sia troppo tardi; occorrono mezzi per vincere la povertà, la segregazione sociale e lo stigma”. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel 2002 ci sono stati 620.000 nuovi casi di lebbra, di cui la maggioranza nel Sud-Est asiatico (520.632), in Africa (48.248), Americhe (39.939), ma anche 7.154 nel Pacifico occidentale, 4.665 nel Mediterraneo orientale e 34 in Europa. Inoltre sono 2-3 milioni le persone disabili a causa del morbo di Hansen. “La lebbra – sottolinea Barbera – continua a mietere vittime in tutto il mondo, specialmente nei Paesi più poveri: la carta della lebbra corrisponde, alla carta della povertà nel mondo”. Alcune cifre: ogni minuto, una persona apprende di essere malato di lebbra; ogni dieci minuti, un bambino contrae la lebbra; oltre 100.000 bambini malati al di sotto dei 15 anni; tre milioni di persone soffrono di conseguenze invalidanti.