“Un grazie alle piccole comunità cristiane che, in mezzo ad inenarrabili difficoltà, oggi custodiscono viva la fede in Gesù nei luoghi dove si è accesa la prima scintilla dell’immenso popolo cristiano, del quale noi tutti facciamo parte”. E’ quanto scrivono i vescovi delle Marche al ritorno dal loro pellegrinaggio in Terra Santa (13-20 gennaio), guidato da mons. Angelo Comastri, arcivescovo delegato pontificio di Loreto e presidente della Conferenza episcopale marchigiana. “Dobbiamo sostenere queste comunità, che vivono eroicamente in luoghi il cui solo nome basta a far sobbalzare il nostro cuore: Nazareth, Betlemme, Gerusalemme”, affermano i presuli che invitano anche a “riprendere senza paura la via del pellegrinaggio ai Luoghi Santi per moltiplicare iniziative di comunione e solidarietà come avveniva nei primi tempi dell’avventura cristiana”. Un pellegrinaggio che ha permesso di riflettere “sulla diversità delle condizioni di vita dei popoli ricchi e dei popoli poveri, e per i cristiani che vivono nel paese del benessere e dell’orizzonte tutto economico è importante recuperare il passo e lo stile e la libertà e la profezia del pellegrino”. Nazareth, Gerusalemme e Betlemme da dove lo scorso anno ben 72 famiglie sono emigrate – sono state le tappe del pellegrinaggio con la visita, a ospedali e scuole finanziate da varie chiese cattoliche europee. I vescovi hanno inoltre incontrato il Patriarca latino di Gerusalemme, Michel Sabbah al quale hanno promesso di finanziare la retta di 13 seminaristi, uno per ogni diocesi marchigiana, di Gerusalemme.