PENA DI MORTE: ESECUZIONI DEI MINORENNI, AMNESTY E SANT’EGIDIO, “PORRE FINE A QUESTO ORRORE”

Amnesty International ha lanciato oggi un’azione biennale con l’obiettivo di abolire l’uso della pena di morte nei confronti di persone che hanno commesso un reato quando avevano meno di 18 anni. Nel rapporto diffuso oggi Amnesty documenta 34 esecuzioni di minorenni al momento del reato avvenute dal 1990 in otto paesi: Arabia Saudita, Iran, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Popolare Cinese, Yemen, Stati Uniti. La maggior parte di questi paesi ha di recente modificato la propria legislazione escludendo la pena di morte per i minorenni, tranne gli Stati Uniti. “Gli Usa si atteggiano a campioni dei diritti umani, eppure sono responsabili di 13 delle 19 esecuzioni, registrate da Amnesty a partire dal 1998, nei confronti di minorenni al momento del reato”, ha denunciato Karen Hooper, di Amnesty International. Entro la fine di giugno sono previste negli Usa altre tre esecuzioni nei confronti di persone condannate per reati commessi quando avevano 17 anni. Anche Mario Marazziti, della Comunità di Sant’Egidio, definisce tutto ciò “un orrore”. “Come cristiani – afferma al Sir – dobbiamo fare un grosso lavoro per rendere le nostre comunità consapevoli e documentate su questi fatti. La difesa della vita dal concepimento alla morte include anche il diritto ad una morte naturale”. Marazziti invita il mondo cattolico ad aderire agli appelli on line, a mandare cartoline ai governi che ancora praticano esecuzioni su minorenni, a stabilire contatti diretti con i condannati a morte e a fare gemellaggi con le comunità cristiane di questi Paesi per fare pressione sui rispettivi governi. Un principio consolidato del diritto internazionale proibisce infatti l’uso della pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato. Oggi, 192 Paesi hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, uno dei trattati che vieta questa pratica.