” “No, dunque, all'”assolutizzazione” dell'”autosufficienza” del mondo empirico, ma anche ad alcune “tendenze” delle “grandi religioni orientali”, definite dal card. Ruini, nella prolusione al Consiglio permanente della Cei, “insoddisfacenti e non accettabili”, che “sembrano di nuovo diffondersi in Occidente, sulla base di una certa sintonia con il relativismo e l’agnosticismo largamente presenti nella nostra cultura”. In particolare, Ruini ha puntato il dito contro l’etica che “pone al centro la selezione naturale, e quindi la lotta per la sopravvivenza e la vittoria del più forte”, ma anche contro quelle “forme di religiosità che fanno riferimento a un divino non conoscibile e impersonale”, grazie alle quali “la stessa persona umana perde la sua consistenza, diventa qualcosa di relativo e transitorio, tende a dissolversi” portando con sé anche “la differenza irriducibile tra il bene e male, presupposto di ogni autentico approccio etico”. Nei confronti di “forme di religiosità” in cui domina un divino “impersonale” e la preghiera viene ridotta ad “itinerari spirituali di autopurificazione”, il cristianesimo “può mantenere intatta anche oggi quella rivendicazione di verità che era stata un suo fondamentale punto di forza nel confronto con il mondo filosofico e religioso dell’antichità”. Una “rivendicazione di verità”, ha ammonito tuttavia Ruini, può “apparire pienamente convincente e credibile soltanto se concretamente espressa e realizzata in comportamenti capaci di suscitare rispetto e ammirazione e di attestare con i fatti che quella verità è realmente praticabile”.