” ” Sono in aumento i bambini che nel mondo vengono impiegati come soldati, schiavi sessuali, lavoratori di fatica, facchini e spie. Lo denuncia un rapporto di 50 pagine reso pubblico dalla Coalizione internazionale “Stop all’uso dei bambini soldato” (nata nel 1998 e di cui fanno parte, tra gli altri, Amnesty International, Human Rights Watch, Jesuit Refugee Service e numerose ong regionali di America Latina, Africa e Asia). La Coalizione chiede al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di agire per porre fine a questa tragedia. “Le Nazioni Unite devono aumentare i propri sforzi per chiamare i governi e i gruppi armati a rendere conto del proprio operato afferma Davide Cavazza, segretario della Coalizione italiana -. Il Consiglio di sicurezza deve agire per fermare il flusso di armi e applicare sanzioni mirate nei confronti di tutti coloro che non cessano di usare i bambini soldato”. Il rapporto cita 18 paesi e contesti che usano bambini soldato e ne denuncia il massiccio incremento in alcuni, tra cui Costa d’Avorio, Liberia e parte della Repubblica Democratica del Congo. Da quest’ultimo paese sono giunti orribili racconti di bambini costretti a commettere atrocità, stupri e torture sessuali. Il rapimento dei bambini nell’Uganda settentrionale, da parte del gruppo armato Esercito di resistenza del Signore, ha raggiunto il picco più alto: migliaia di bambini sono costretti a fuggire di notte dalle loro abitazioni per evitare di essere coinvolti nei combattimenti e ridotti in schiavitù. Anche nel Myanmar circa 70.000 bambini continuano a far parte delle forze armate governative. In Colombia il numero dei bambini – anche di 12 anni – utilizzati dai gruppi armati risulta salito a circa 11.000 unità. Nello Sri Lanka, nonostante gli impegni presi pubblicamente, l’opposizione armata delle Tigri Tamil per la liberazione dell’Eelam (Ltte) ha continuato ad arruolare bambini.