“Se l’Unione europea vuole mantenere il suo carattere di solidarietà, non può rinunciare a dare da mangiare ai suoi poveri”. Bernard Dandrel, francese, presidente della Federazione europea dei banchi alimentari, non usa mezzi termini per chiedere “chiari impegni” alle istituzioni comunitarie. La Federazione raccoglie 17mila gruppi sparsi nel continente e ogni anno distribuisce gratuitamente ai meno abbienti circa 150 milioni di tonnellate di derrate, per un equivalente di 320 milioni di euro: i beneficiari sono stati lo scorso anno quasi due milioni e mezzo: “Ma sono avverte il presidente – solo una piccola parte dei 35 milioni di europei che sono in situazione di povertà e di insufficienza alimentare, di fronte ai quali non possiamo essere indifferenti”. Dandrel, con il suo vice, l’italiano Marco Lucchini, hanno distribuito giovedì 15 gennaio a tutti gli europarlamentari, alla Commissione e al Consiglio, un documento che chiede garanzie affinché, nella riforma della Pac (politica agricola comune) che è in corso di attuazione, non vengano meno i cosiddetti “stock di intervento”. “Comprendiamo la necessità di controllare le spese agricole – chiarisce Dandrel -, ma bloccando le eccedenze produttive o impedendo che esse siano trasformate in derrate di prima necessità, rischiamo di peggiorare la posizione delle persone meno fortunate. La situazione potrebbe poi essere ancora più grave tra poco, quando l’Unione si allargherà a paesi in cui ci sono ancora molti indigenti”. L’impegno che la Federazione dei banchi alimentari chiede all’Ue è di considerare “come è sempre stato fatto nella comunità, la politica agricola uno strumento per sfamare tutti i cittadini europei, a partire dagli ultimi”.