” “”Un’attenzione puntigliosa nel seguire il percorso giudiziario per capire quanto è accaduto e le responsabilità dei singoli che appaiono, finora, gravissime”. A chiederla ai cittadini di Parma è Giuseppe Bizzi, direttore del settimanale diocesano “Vita Nuova”, nell’editoriale dell’ultimo numero del giornale (in uscita domani) dedicato al crac della Parmalat. “Una comunità che voglia interrogarsi in profondità – scrive Bizzi – deve guardare il caso Parmalat all’interno di tutto il sistema Parma. La caduta di Tanzi ha manifestato anomalie a cui rischiavamo di fare l’abitudine. Si sono fatti evidenti intrecci di relazioni e sovrapposizioni di ruoli che in questi anni hanno portato a mancanza di dialettica e scarso controllo reciproco tra i poteri cittadini. Per risolvere queste anomalie non bastano le dimissioni delle singole persone indagate: se il problema è nel sistema è lì che bisogna intervenire”. Per il direttore del settimanale, “occorrono al più presto regole che tutelino il sistema per il futuro”. Bizzi quindi propone di “prevedere per banche, fondazioni e per tutti gli enti pubblici una formalizzazione più rigida delle incompatibilità e un termine al rinnovo dei mandati”. Sul caso Parmalat è anche intervenuto, il 13 gennaio, il vescovo di Parma, mons. Cesare Bonicelli, durante l’omelia per Sant’Ilario, patrono della città. “In questo momento – ha detto tra l’altro mons. Bonicelli – è opportuno porsi alcune domande: in Italia e nel mondo da anni il sistema imprenditoriale lasciato al libero mercato mostra gravi lacune: per evitarle che regole devono esserci? La Parmalat è presente in tanti Paesi del Terzo Mondo: che conseguenze avranno?”.